BigBank System: un argine provvisorio di 35 metri in 48 ore
Come abbiamo richiuso una falla sull’argine del fiume Bisenzio a Campi Bisenzio, con big bags, un telo in nylon e un’idea semplice.
Nella notte tra l’1 e il 2 novembre 2023 il fiume Bisenzio ha rotto gli argini, e Campi Bisenzio è finita sott’acqua insieme a buona parte della piana tra Firenze e Prato. Quando le acque hanno cominciato a ritirarsi, il problema è diventato un altro: un tratto di argine aveva ceduto, e alla piena successiva il fiume sarebbe tornato nelle case. Servivano una chiusura immediata e una soluzione che reggesse. Siamo stati chiamati dalla Regione Toscana a intervenire in regime di somma urgenza.
Mattina del primo giorno di posa: il telo in nylon steso lungo il tratto in cedimento, l’escavatore posiziona i primi big bags. Sullo sfondo, il muro d’argine scalzato dalla piena.
Il problema
La prima fila prende forma sul telo. Il muro d’argine in pietra, visibile a destra, mostra i segni dello scalzamento.
Il problema dei sacchetti di sabbia
La risposta tradizionale a una falla arginale sono i sacchetti di sabbia: migliaia di sacchi da riempire, trasportare e accatastare a mano. Per un tratto di 30–35 metri da chiudere con una barriera alta oltre due metri, un intervento del genere sarebbe stato proibitivo: giorni di lavoro, decine di persone, e un risultato comunque fragile, una catasta di piccoli elementi che l’acqua sa trovare e attraversare.
Serviva qualcosa di più veloce e più robusto. La risposta è stata il BigBank System: big bags da cantiere, un escavatore e un telo in nylon, combinati in una sequenza che trasforma elementi ordinari in un argine provvisorio impermeabile.
La seconda fila in sovrapposizione: la barriera raggiunge i 2,40 metri di altezza. Ogni saccone viene movimentato in pochi minuti.
Come funziona il BigBank System
1. Si stende il telo
Un telo continuo in nylon viene steso a terra lungo tutto il tratto da proteggere, con un’ampia bandella libera verso il lato fiume.
2. Si posano i big bags sopra il telo
I sacconi pieni di sabbia vengono posati con l’escavatore direttamente sul nylon, in doppia fila sovrapposta, fino a formare una barriera continua alta 2,20–2,40 metri.
3. Si ribalta il telo sul lato fiume
La bandella libera viene risvoltata all’indietro, sopra e contro la parete di sacconi: il nylon diventa un manto impermeabile continuo che l’acqua stessa, spingendo, preme e sigilla contro la barriera.
4. Si zavorra con i contrappesi
Coppie di sacchi zavorrati arancioni, legati tra loro e disposti a cavallo della barriera — uno per lato — tengono il telo in posizione contro vento e corrente.
L'intervento in numeri
- Sviluppo della barriera: 30–35 metri
- Altezza: 2,20 – 2,40 m (doppia fila di big bags sovrapposti)
- Tempo di realizzazione: 2 giorni
- Regime di intervento: somma urgenza, su chiamata della Regione Toscana
- Impermeabilizzazione: telo in nylon continuo risvoltato sul lato fiume
- Materiali: interamente recuperabili e riutilizzabili a fine emergenza
Da giorni di lavoro a 48 ore
Con i sacchetti tradizionali sarebbero serviti giorni e decine di persone.
Il BigBank System ha chiuso la falla in 48 ore.
Fine della posa: il telo ribaltato avvolge la barriera sul lato fiume, i contrappesi arancioni la ancorano a coppie. A sinistra, il Bisenzio.
I vantaggi del BigBank System
Velocità. Ogni big bag sostituisce centinaia di sacchetti, e la posa meccanizzata con l’escavatore riduce drasticamente tempi e manodopera. In emergenza, quando la prossima perturbazione è già annunciata, ogni ora conta.
Robustezza. Una parete di sacconi da una tonnellata in doppia fila sovrapposta è un’opera massiva, stabile, che non teme la spinta idraulica come una catasta di piccoli sacchi.
Impermeabilità. È l’intuizione che fa la differenza: posare i sacconi sopra il telo, e poi risvoltarlo. Il nylon non è un rivestimento appoggiato dopo, ma parte integrante della barriera: passa sotto la base e risale sul lato fiume senza soluzione di continuità, eliminando ogni via di filtrazione al piede — il punto debole classico di qualsiasi opera provvisoria.
Reversibilità. A fine emergenza non resta nulla da demolire: i big bags si sollevano, la sabbia e il telo si recuperano, il materiale torna disponibile per il prossimo intervento.
La barriera completata, due settimane dopo: pronta a proteggere l’abitato in attesa del ripristino definitivo dell’argine.
Un sistema nato sul campo
Il BigBank System non è nato a tavolino: è nato in un cantiere di somma urgenza, con l’acqua appena ritirata e la necessità di dare una risposta immediata a un territorio ferito. È la dimostrazione che l’innovazione, in ingegneria idraulica, non richiede necessariamente tecnologie complesse: a volte basta guardare i materiali di sempre – sabbia, nylon, un escavatore – e combinarli in un ordine nuovo.
Gli eventi del novembre 2023 non saranno gli ultimi. Avere a disposizione un sistema di arginatura provvisoria rapido, robusto e riutilizzabile significa farsi trovare pronti la prossima volta.